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Risshū: preparare la pelle all’autunno secondo il calendario giapponese

 

All’inizio di agosto, mentre il caldo raggiunge spesso uno dei suoi momenti più intensi, il calendario tradizionale giapponese annuncia l’arrivo dell’autunno. È 立秋, Risshū, letteralmente “inizio dell’autunno”.

Nel 2026 Risshū cade il 7 agosto. La data varia leggermente di anno in anno e indica un passaggio astronomico preciso, legato al movimento apparente del Sole. Il paesaggio conserva ancora tutti i segni dell’estate, ma la luce comincia lentamente a cambiare e le giornate iniziano ad accorciarsi.

Risshū ci invita a percepire la nuova stagione prima ancora che il cambiamento diventi evidente.

 

Le ventiquattro stagioni del calendario giapponese

Risshū fa parte dei 二十四節気, nijūshi sekki, i ventiquattro termini stagionali del calendario tradizionale. L’anno viene suddiviso in quattro stagioni e ciascuna di esse in sei periodi, seguendo il percorso annuale del Sole.

Questo sistema nacque nell’antica Cina e fu successivamente accolto in Giappone, dove entrò nella cultura e nelle consuetudini quotidiane. Alcuni termini, come Risshū, Risshun, Shunbun e Geshi, continuano ancora oggi a indicare momenti significativi nel susseguirsi delle stagioni.

Il 23 agosto circa arriva 処暑, Shosho, il periodo in cui il caldo dovrebbe iniziare ad attenuarsi. Tra Risshū e Shosho si apre quindi una fase sospesa: l’estate è ancora presente, mentre i primi segni dell’autunno cominciano a emergere.

 

Perché l’autunno inizia quando fa ancora caldo?

I ventiquattro termini stagionali furono elaborati oltre duemila anni fa osservando il clima della Cina continentale. In Giappone, circondato dal mare, il terreno e l’atmosfera si riscaldano e si raffreddano più lentamente. Per questo l’inizio dell’autunno previsto dal calendario può coincidere con alcune delle giornate più calde dell’anno.

Il significato di Risshū risiede proprio in questa apparente contraddizione. La stagione cambia gradualmente e si manifesta attraverso segnali sottili: una luce diversa al tramonto, un’ombra che si allunga, il suono degli insetti nelle ore serali o un soffio d’aria meno caldo possono anticipare ciò che arriverà.

Dopo Risshū, in Giappone i saluti stagionali passano tradizionalmente da shochū mimai, auguri nel pieno del caldo, a zansho mimai, auguri durante il caldo residuo. La parola 残暑, zansho, esprime infatti il calore estivo che rimane anche quando il calendario ha già aperto la porta all’autunno.

 

I segni lasciati dall’estate sulla pelle

Anche la pelle attraversa una transizione graduale. Dopo settimane di sole, caldo, sudorazione e aria condizionata, può apparire più irregolare, sensibile o disidratata. La luminosità può ridursi e le discromie diventare maggiormente visibili.

L’esposizione ai raggi ultravioletti influisce sull’equilibrio cutaneo e sui processi legati alla pigmentazione. La fine dell’estate rappresenta quindi un momento utile per osservare il viso con attenzione e riportare al centro idratazione, comfort e protezione solare quotidiana.

La maggiore lucidità estiva può inoltre aver nascosto una carenza d’acqua. Quando l’umidità inizia lentamente a diminuire, la pelle può manifestare tensione o ruvidità. Riconoscere i primi segnali permette di adattare il rituale con gradualità.

 

Conservare ciò che funziona, modificare ciò che serve

Risshū insegna che ogni passaggio può avvenire senza brusche interruzioni. Lo stesso principio può essere applicato alla skincare: la routine può evolvere poco alla volta, seguendo le esigenze reali della pelle.

La detersione accurata rimane essenziale per rimuovere protezione solare, sebo e impurità. La sera, la doppia detersione warew con Cleansing Oil e Washing Foam accompagna la pelle verso una sensazione di pulizia e freschezza, mantenendo il gesto delicato.

Anche la protezione solare continua a essere importante. L’arrivo di Risshū appartiene al calendario e non coincide con la fine dell’intensità dei raggi UV. La fotoprotezione va quindi mantenuta durante tutta la transizione stagionale.

 

Dalla leggerezza estiva a una maggiore idratazione

Nelle giornate ancora calde, Emulsion Aqua e Cream Aqua possono continuare a offrire texture fresche e piacevoli. Se la pelle comincia a manifestare sensibilità, tensione o minore comfort, è possibile introdurre gradualmente Emulsion Moist, inizialmente anche soltanto nella routine serale.

L’osservazione quotidiana è più utile di una data prestabilita. Una pelle mista può avere bisogno di maggiore idratazione sulle guance e di texture più leggere nella zona centrale del viso. L’applicazione può quindi essere personalizzata, modulando quantità e consistenze nelle diverse aree.

Aggiungere strati sottili consente di accompagnare la pelle senza appesantirla. Ogni prodotto viene applicato con calma e lasciato assorbire prima del passaggio successivo, seguendo il principio giapponese di una cura costruita attraverso gesti precisi e costanti.

 

La bellezza della transizione

Risshū ci ricorda che i cambiamenti più profondi spesso iniziano in modo silenzioso. Quando l’estate sembra ancora immobile, la natura ha già intrapreso il suo passaggio verso una nuova stagione.

Anche la skincare può seguire questa sensibilità. Osservare la pelle, riconoscere ciò che l’estate ha lasciato e modificare il rituale poco alla volta aiuta a preservarne l’equilibrio nel tempo.

La filosofia warew nasce dall’incontro tra natura, tradizione giapponese e ricerca cosmetica. In questa visione, la cura segue le stagioni e presta attenzione ai loro primi segni, preparando la pelle ad accogliere ciò che verrà.

Risshū diventa così un invito a rallentare lo sguardo. La luce è ancora estiva, il calore è ancora intenso, eppure qualcosa sta già cambiando. Prendersi cura della pelle significa anche imparare ad ascoltare questo passaggio.

 

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